Alfredo Castelli

Nel 1965, a soli diciott’anni, esordisce nel mondo del fumetto scrivendo e disegnando (!?) Scheletrino che appare in appendice a Diabolik. Nel 1966 crea la prima fanzine italiana dedicata ai fumetti, «Comics Club », e l’anno seguente comincia a collaborare con la Casa editrice Universo, con le Edizioni Alpe, con la Mondadori e con la stessa Astorina (questa volta con sceneggiature per Diabolik). Tra il 1966 e il 1969 scrive alcuni "caroselli" e con un gruppo di amici organizza e dirige "Tilt", mentre con Pier Carpi crea "Horror" per Sansoni, dando vita alla striscia umoristica Zio Boris, disegnata da Peroni. Negli stessi anni partecipa al progetto del più brutto (per sua stessa ammissione!) film di fantascienza di tutti i tempi, Il tunnel sotto il mondo. Nel 1972 diventa redattore del «Corriere dei Ragazzi», sul quale pubblica la continuazione di Zio Boris, oltre a Otto Kruntz, L’Ombra e Gli Aristocratici di Ferdinando Tacconi, serie, quest’ultima, che rimane uno dei suoi maggiori successi, pubblicata anche all’estero.
Nel 1976 inizia la lunga collaborazione alle edizioni di Sergio Bonelli, scrivendo alcune sceneggiature di Mister No e Zagor, e i volumi L’uomo delle nevi (disegni di Milo Manara) e L’uomo di Chicago (disegni di Giancarlo Alessandrini), quest’ultimo per la collana Un uomo un’avventura.
Nel 1982, sempre per la SBE, crea la serie Martin Mystère, che vede protagonista un esploratore specializzato in archeologia «mysteriosa», ispirato a una sua precedente creatura, Allan Quatermain. Il personaggio, che darà il via alla nuova generazione di eroi della Bonelli — Dylan Dog, Nathan Never, ecc. —, oltre ad aver tenuto a battesimo la formula degli albi fuori serie («Speciali», «Almanacchi», ecc.), è protagonista anche di storie brevi su numerose pubblicazioni (riviste di fumetto, quotidiani, cataloghi) al di fuori della Casa editrice. Nel 1983, insieme al noto disegnatore umoristico Silver — il papà di Lupo Alberto, fonda «Eureka», la celebre rivista dell’Editoriale Corno. In questo periodo è tra i primi a occuparsi in coppia con Gianni Bono, di manga, i fumetti giapponesi, arrivando a curare un catalogo della Kodansha per il mercato estero, oltre ad un numero monografico di «IF», dall’esplicito titolo Orfani e robot, e uno di «Portfolio Illustratori».
Nel 1992 crea la serie Zona X, inizialmente proposta come quadrimestrale di storie insolite presentate da Martin Mystère e in seguito divenuta una delle rare testate antologiche della SBE, palestra di affermati disegnatori e sceneggiatori di oggi.
Attualmente cura per la Hazard edizioni la collana Martin Mystère — L’integrale, che ristampa, in eleganti volumi da libreria, le avventure del celebre «Detective dell’Impossibile», la cui recente edizione statunitense per i tipi della Dark Horse si è aggiunta alle già numerose edizioni estere (Grecia, Francia, Romania, Germania, Brasile, Ex-Jugoslavia, ecc.).


di Alfredo Castelli hazard ha pubblicato

gli albi

e pubblica la serie