Philippe Druillet

Philippe Druillet nasce a Tolosa il 28 giugno 1944. Autodidatta, inizia a lavorare a sedici anni come fotografo e nel 1963, con Jean Boullet, giornalista-scrittore, realizza il film "Dracula ", 15 mn. di ombre cinesi, di cui è lo sceneggiatore. Nello stesso anno collabora con la rivista "Midi-Minuit Fantastique", diventa corrispondente francese della rivista americana "Famous Monsters of Film Land", e perfeziona la tecnica del fotogramma, foto su schermo cinematografico.
Nel 1965 abbandona la foto, conosce sua moglie Nicole, scopre il disegno, ma soprattutto si appassiona al mondo della fantascienza. Ed è da questa passione che nascerà il primo volume delle avventure di Lone Sloane, "Le Mystère des abîmes", pubblicato nel 1966 da Eric Losfeld Ed.: un disegno ancora esitante, ma in cui emerge già un approccio alla fantascienza diverso da quello esistente nei fumetti americani situati nel medesimo contesto, malgrado le influenze subite e riconosciute (Lovecraft, Catherine Moore, Leigh Brackett).
Nel biennio 1967-69 realizza diverse illustrazioni di fantascienza per le riviste "Fiction", "Galaxie", mentre inizia la collaborazione in altri due settori di grande interesse per lui: il cinema (realizzazione di affiches di film di Jean Rollin) ed il teatro, in cui, per due anni, recita al Théâtre du Soleil, per "Le songe d’une nuit d’été" e "Les Clowns", su sceneggiatura di Ariane Mnouchkine.
Nel 1969 entra nella squadra di "Pilote", e, dal febbraio 1970 all’aprile 1971, escono su questa rivista sei episodi di "Lone Sloane ", pubblicati poi nel 1972 dalle edizioni Dargaud con il titolo "Les Six Voyages", che rappresentano il primo album della "Collection Fantastique" che dura ancora oggi.
Possiamo definire questi episodi come una lotta intergalattica alle prese con le forze cosmiche. In essi, Druillet afferma il suo gusto per l’immagine choc, le architetture tormentate, i disegni complessi, le composizioni geometriche, l’utilizzo frequente di inquadrature di tipo cinematografico.
Questi sei episodi rappresentano, in qualche modo, le basi del fumetto moderno. Infatti, facendo esplodere i quadri tradizionali del fumetto, Druillet influenzerà la concezione classica d’impostazione della pagina fumettistica, e cioè, non più un racconto ad immagini, ma bensì un tutto.
Subito dopo, Druillet realizzerà per "Pilote" gli altri episodi di "Lone Sloane", caratterizzati dal fatto di essere i primi album nel campo dei fumetti dove compaiono insieme nei titoli di testa il nome del disegnatore e quello dello scrittore, "Délirius", su sceneggiatura di Lob (1972), "Yragaël ou la Fin des Temps", su sceneggiatura di Demuth (1973-74), oltre ai tre primi episodi di "Urm le Fou". Successivamente con "Vuzz", pubblicato su "Phénix" nel 1973-74, Druillet inaugurerà uno stile decisamente spoglio, "a parte" nel mondo del fumetto del momento. Druillet diventerà il precursore di una nuova forma "automatica", come improvvisata: un racconto basato su nuove strutture, che si richiamano all’attimo vissuto, piuttosto che ad una sceneggiatura strutturata. E’ il primo fumetto senza testo, con un anti-eroe grottesco, deforme e degenerato.
Nel 1974 Druillet fonda "Métal Hurlant", primo giornale a fumetti dedicato alla fantascienza.
Poco dopo attraverserà un lungo periodo di crisi conseguente alla morte di sua moglie; un periodo di chiusura in se stesso, di sofferenza e di rabbia. Da quei mesi terribili usciranno le immagini di morte e di violenza di "La Nuit", opera rock post-atomica apparsa su "Rock & Folk" nel 1975-76: visioni caotiche dalla grafica prorompente, a volte elaborate intorno ad una foto di sua moglie Nicole. Quest’opera è diventata l’album cult dell’universo hard-rock ed è considerata da molti il capolavoro di Druillet.
Nel 1977 vengono editati a livello internazionale gli album "Les Six Voyages de Lone Sloane","Délirius", "Yragaël", "Urm le Fou" e parecchie tavole di questi racconti vengono acquistate dai musei nazionali di Grenoble ed Angoulême.
Nel 1978 Druillet pubblica in proprio l’album "Gail", espone le tavole dell’ultimo "Lone Sloane" alla Libreria-Galleria La Hune a Parigi, collabora con parecchi giornali, realizza affiches, serigrafie, copertine di riviste, libri e dischi.
Nel 1981 escono: "30 x 30 Druillet", raccolta di illustrazioni e pitture, primo libro su tutti i suoi lavori fuori dal campo del fumetto, con prefazione di George Lucas (Star Wars), Edizioni Humanoïdes Associés; il primo tomo di "Salammbô" (Dargaud Ed.) ed il portfolio a colori "Zélazny" (Ed. Temps Futurs). Nel 1982, invece, esce la riedizione dell’album "Gail", Humanoïdes Associés, con un’edizione di lusso dello stesso album; l’album "Vuzz II", Humanoïdes Associés e l’album "Mage Acrylique", su sceneggiatura di Druillet.
Nel 1984 la casa editrice Dargaud ripubblica tutte le sue opere, mentre Druillet fonda la casa d’edizione di sculture "Space Art Création", realizzando per l’occasione due bronzi numerati e firmati: "Itai" e "Dieu Noir". Nello stesso anno, alla sala Drouot, avviene la prima grande vendita al mondo di fumetti, pitture e sculture di un solo autore, con l’edizione di uno specifico catalogo.
Nel 1985 la città di Angoulême gli commissiona pubblicamente la realizzazione di un affresco sulle nuove tecnologie, la cui tela verrà esposta al municipio di Angoulême (oggi è al Centre National Bande Dessinée). Nel 1987 Druillet è membro della Giuria Ufficiale del "Film d’Animation" ad Annecy e fonda la sua casa di produzione per film di grafica e cartoni animati, la"Victor Productions". In quello stesso anno, gli originali di "Salammbô" vengono esposti al Museo Nazionale di Cartagine, mostra organizzata dalla "Mission Culturelle Française" a Tunisi, dal Ministero degli Affari Culturali, dall’Istituto Nazionale d’Archeologia e d’Arte e dall’Ente Nazionale del Turismo di Tunisi.
Nel 1989 Druillet presiede il Festival del Fumetto di Angoulême, espone in una delle Tours de la Liberté alle Tuileries a Parigi per il gruppo Veritas, realizzando per l’occasione una litografia, ed incomincia l’album "Délirius II" con Jacques Lob.
Nel 1996 viene nominato Rappresentante Francese del Fumetto al Padiglione Francese della "Fiera Internazionale del Libro" di Bogota, in Colombia, è membro della Giuria del "Festival del Film d’Avventura" a Valenzia, e Presidente d’Onore al "Festival de la Bande Dessinée" di Chambéry.
Affascinato dall’architettura e dallo stile Art Nouveau, Druillet ha creato poi, nel corso degli anni, numerosi oggetti che spaziano in differentissimi campi d’intervento.
Ha realizzato, per esempio, oggetti in pasta di vetro (1984, per Daum); una collezione di accendini (1984, per Flaminaire); giochi elettronici (1984, per Thomson); una serie di cartoni animati per bambini (1985-86, "L’enfant de la Terre, Série Bleu", 26 episodi di 26 minuti, di cui ne sono usciti 13, per Antenne 2, Canal Plus, prodotto da Antenne 2, Casterman ed il Ministero della Cultura); le divise per i vigili ed i tecnici della Défense a Parigi (1990, per il Gruppo DBE); due tappeti originali (1990, per Tisca) ed un altro (1990, per il Gruppo DBE); una carta telefonica (1990, per il Gruppo DBE); una pittura di 9 metri quadrati "La Poste, Passé, Présent, Futur" (1992, commissionata dalla Posta di Rue d’Anjou di Parigi); copertine di CD e di libri (1995, per Pierre Bachelet e Yann Keffelec); CD-Rom (1996, "Wagner Tétralogie", Produzione Anne e Alain Carriere); mobili, oggetti ed arredamento generale (1997, Banca Privata Edmond de Rothschild a Lugano; ideazione ed arredamento della Banca Privata Edmond de Rothschild a Ginevra); una collezione di gioielli (1998, Salammbô); il design di un flacone di profumo (1999, per la Société Comptoir des Parfums Jean-Jacques Volla).

di Philippe Druillet
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