Milano, Musei di Porta Romana, 19 ott.-26 nov. 2000
Abitare l’ombra e gustare il colore

Lorenzo Mattotti

Si è tenuta a Milano la prima grande mostra personale di Lorenzo Mattotti.
Promossa da Regione Lombardia/Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Provincia di Milano/Settore Cultura, Hazard edizioni, Arteutopia, in collaborazione con Fondazione Arte e Civiltà, la mostra Lorenzo Mattotti - Segni e colori , progettata da Gianni Miriantini, Luigi Pedrazzi e Marco Piccardi e curata da Giovanna Durì, ospita oltre trecentocinquanta tavole originali, tra fumetti, dipinti, illustrazioni, copertine di libri e riviste.

La mostra è stata inaugurata da: Pietro Petraroia, Direttore Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia; Gianni Verga, Assessore alla Cultura e Beni culturali della Provincia di Milano; Gianni Miriantini della Hazard edizioni e Luigi Pedrazzi di Arteutopia. Era presente l’artista.

Originario di Brescia, Mattotti trascorre la giovinezza in varie città italiane a seguito del padre, ufficiale dell'esercito, comincia a disegnare giovanissimo. Formatosi a Venezia, alla facoltà di architettura, Mattotti inizia a pubblicare fumetti nel 1975.

Fortemente influenzato dagli argentini Josè Muñoz e Carlos Sampayo, che frequenta in quegli anni, nel 1979 entra in contatto con la milanese redazione di «Linus» e «Alter Alter», allora diretta da Oreste Del Buono. Su «Alter», pubblica Incidenti, il suo primo lavoro importante. Pochi anni dopo, nel 1983, fonda a Bologna, con Carpinteri, Igort e Jori, il gruppo Valvoline. È dell'anno successivo, 1984, il successo con la pubblicazione del pluripremiato Fuochi che lo fa conoscere a livello internazionale.

Mattotti attualmente vive e lavora a Parigi, dove è largamente apprezzato e gode di una popolarità e di un successo di critica e pubblico, superiori a quelli ottenuti in patria.

Il suo tratto elegante e incisivo, il suo modo assolutamente inconfondibile e personale di usare il colore, la sua vena artistica così eclettica e originale hanno portato Mattotti, nell'arco di pochi anni, a spaziare tra pittura, fumetto, illustrazione e grafica con assoluta disinvoltura raggiungendo risultati sorprendenti in termini di impatto emotivo.

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