Milano, Centro Culturale Svizzero – 7 novembre-6 dicembre 2002
I nipoti di Töpffer – Il fumetto svizzero oggi

Denis de Rougemont, grande svizzero, europeista ante litteram e soprattutto eminente uomo di cultura, nella prefazione ad uno dei suoi ultimi libri La Svizzera o la storia di un popolo felice del 1970 affermava che gli svizzeri, che secondo i sondaggi d’opinione di allora erano al primo posto fra i popoli che si considerano felici, erano tuttavia altrettanto inquieti. Fra le inquietudini evocate, de Rougemont ne individua una ancora molto presente: l’inquietudine spirituale e morale. Non è che tanta pace e prosperità sono state guadagnate a scapito della nostra anima? A scapito della nostra vera ragion d’essere?

Nella nostra società ipertecnologica è fondamentale che l’universo sensibile, l’universo dell’immaginazione e della creatività faccia da contrappunto al mondo del pensiero puramente razionale. La nostra società, in Svizzera come altrove, ha più che mai bisogno d’immaginazione, di creatività e d’innovazione. Applicazione, ordine, prosperità, neutralità, puntualità e senso del dovere, tutto ciò non sarà sufficiente per traghettare la Svizzera con dignità attraverso il ventunesimo secolo; la sopravvivenza e la credibilità del nostro Paese transitano anche da altri valori, magari intellettuali come la cultura e le arti.

Cosa di meglio allora di una mostra sul fumetto, «nona arte», forse ritenuta a torto meno nobile di altre, che dell’immaginazione e della fantasia ha fatto la propria cifra stilistica? Questa mostra di una trentina di giovani autori fra i più creativi, alcuni già conosciuti altri meno, si presenta come un vero e proprio viaggio, tanto caro al precursore Rodolphe Töpffer, dai molteplici itinerari.

Rodolphe Töpffer (1799 – 1846), personaggio eclettico dalle multiformi capacità, nella sua lunga e articolata carriera si cimentò in diversi generi, ma soprattutto in quello letterario e caricaturale, dimostrando quanto fosse grande la sua capacità di trasmettere ironia e umorismo con intelligenza.

I 31 artisti romandi e svizzero-tedeschi rendono omaggio al maestro, ne raccolgono l’eredità ognuno con una sua specifica caratteristica, ma sempre con humour e spirito satirico, attraverso diverse forme espressive: grafica, illustrazione, fumetto, film d’animazione. E proprio con il cinema d’animazione si arricchisce l’appuntamento milanese, che conclude il lungo periplo in Italia di questa mostra, organizzato con solerzia da Gianni Miriantini, Roland Margueron e Hazard Edizioni di Milano, che ne ha edito il bel catalogo. In effetti, grazie anche alla collaborazione del Centre culturel français de Milan, il CCS – Centro culturale svizzero – organizza una rassegna di quattro registi d’animazione, fra i più illustri in Svizzera, presenti in mostra.

La parola “animazione” deriva dal latino «anima», vale a dire soffio di vita. Fare dell’animazione significa creare la vita, inculcare vitalità a cose inanimate. L’animazione è un’arte completa, la sintesi perfetta delle diverse espressioni artistiche: l’arte pittorica per le tecniche d’animazione, la musica per il tempo e il ritmo, la danza per il movimento e lo spazio, la letteratura per la sceneggiatura e l’immaginazione per il contenuto dei film. Tornando al nostro de Rougemont, come non intraprendere quindi anche questo cammino?

       Domenico Lucchini
       Direttore CCS Milano

Con il patrocinio del
Consolato Generale di Svizzera a Milano


Il 26 novembre alle ore 20, presso l’Espace Cinéma del Centre Culturel Français, corso Magenta, 63 – Milano, è prevista a proiezione dei film di animazione dei disegnatori Claudius Gentinetta, Claude Luyet, Claude Schwizgebel e Oscar Baillif


Centro Culturale Svizzero
via Vecchio Politecnico, 1/3 (piazza Cavour)
20121 Milano


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