Milano, Palazzo Bigatti Valsecchi, 18 dic. 1999-13 feb. 2000
Armi e sguardi di idoli antichi
proiettati in futuri senza tempo
Philippe Drillet

«Philippe Druillet si pone come artista ideale a conclusione della rassegna “Visioni di fine Millennio” dopo le fortunate mostre di Giger, Moebius e Bilal.
Grande illustratore e co-fondatore proprio con Jean Giraud-Moebius della leggendaria rivista “Métal Hurlant” è l’ultimo grande maestro che ha dato vita a quel “nuovo corso” del fumetto colto e visionario che tanta influenza avrebbe avuto in seguito nella comunicazione di massa degli ultimi anni, tema che “Visioni di fine Millennio” ha rappresentato con le precedenti esposizioni e che ne è stato il filo conduttore.
Il rapporto tra media e illustrazione è stato infatti il contesto, il tappeto sopra il quale sono sfilate le opere degli artisti di “Visioni di fine Millennio”: un rapporto difficile, contraddittorio, a volte discutibile, ma proprio per questo vivo e stimolante.
Uomini di confine, in equilibrio tra esasperate intuizioni della realtà e la nitida semplicità di una tela, di un foglio di carta e una matita, divisi tra il più semplice ed immediato talento espressivo e la avvolgente e complessa suggestione delle moderne tecniche di rappresentazione. Di questa schizofrenia artistica soffre anche Philippe Druillet.
Un grande talento, il gusto raffinato del dettaglio e del colore, la profonda forza narrativa dei suoi personaggi, rendono Druillet assolutamente unico ed originale: ma è l’intuizione della barbarie tecnologica che ha fatto di Druillet uno dei grandi profeti visionari di questo scorcio di secolo; sono i suoi guerrieri solenni e terribili, sono le armi e gli sguardi di idoli antichi proiettati in futuri senza tempo, le architetture arditissime di pietra e metallo e le epiche battaglie tra non umani ad avere affascinato e suggestionato le schiere dei suoi attoniti lettori: Philippe Druillet è spettacolare in ogni sua opera.
Ed è proprio questa naturale vocazione verso la grande suggestione visiva, l’atteggiamento epico, la grande dimensione, che ha portato Druillet, tra le sue molteplici esperienze artistiche, a collaborare con il regista che più di ogni altro ha segnato il cinema di fantascienza degli ultimi anni: George Lucas.
Scrive George Lucas, con cui Druillet ha collaborato per la leggendaria saga di “Star Wars”: “Alcuni uomini hanno la capacità di vedere molto lontano: Philippe Druillet è uno di questi; i suoi sogni, le sue leggende non finiscono mai di affascinarmi; lo considero un illustratore straordinario, dotato di una potentissima vena creatrice.
Non si può restare indifferenti davanti alla violenza dei suoi universi infernali, dei suoi paesaggi pervasi da una sensazione demoniaca di potere arcano, e dai suoi eroi guerrieri, eredi senza tempo di antiche saghe...”
Ed è proprio il lato oscuro della forza, l’eterna battaglia tra il bene e il male che ritroviamo in Druillet.
Quel confondersi brutale di antico e moderno che tutti viviamo nel nostro presente mentre, varcando il millennio, il futuro diventa storia.»


Luigi Pedrazzi    Gianni Miriantini
Arteutopia Hazard Edizioni

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