Atene, Tecnopolis – 14-17 giugno 2007
Certi sognatori vanno più lontano

Philippe Druillet



«Alcuni definiscono “Star Wars” un fumetto; la cosa non mi disturba.
Proprio come la Pop Art, anche il fumetto ha una sua tradizione. Una tradizione che ci riporta al mondo delle caverne, e che ci spinge negli strani meandri di quelle opere così diabolicamente interessanti come quelle di Philippe Druillet.
Il fatto è che il fumetto non è un’espressione artistica “leggera”. Agli occhi dei suoi fans, può toccare livelli anche molto seri. Se il fumetto, così come se lo immaginano quelli come Druillet, oggi è meno comico, è perché l’ingenuità dei giovani e l’innocenza dei loro sogni stanno sparendo.
C’è stata una rapida crescita cosmica.
Non stupisce quindi che i bambini si rivolgano oggi agli autori delle loro storie di fantascienza, psicologicamente più complessi, a quelli come Druillet, che riescono ad aprire lo sguardo a tutti i tipi di visioni, anche a quelle più strane.
La verità è che, in un’epoca in cui mal sopportiamo l’illusione quotidiana, sappiamo ancora troppo poco di ciò che può esistere nell’aldilà, o in qualche altro posto. Per cui, siamo lì, in attesa di sonde che ci rivelino l’esistenza di una forma di vita su Marte, piuttosto che su Venere, e che ci facciano pervenire quelle immagini che tanto appassionano gli scienziati.
Ma, per un mondo in attesa, avido di speranza, questo non riduce certo l’impazienza dei nostri sogni, anzi, diventa solo un ostacolo evidente alle nostre aspettative decisamente più grandi. Tutto il resto sono solo chimere, solo sogni; e quei sogni appartengono al profondo di ciascuno di noi; si incollano alla nostra pelle, così fortemente, proprio come la nostra vera personalità nascosta. Alcuni sognatori vanno più lontano, ecco tutto, e vengono trascinati dai loro fantasmi ai confini dell’immaginario. Philippe Druillet è uno di questi. I suoi sogni sono stati pubblicati sotto forma di raccolte, “Délirius”, “Yragaël”, “Urm”, ... grazie alle quali è stato reso ai sogni un particolare riconoscimento.
Le sue leggende barbare non finiscono mai di affascinarmi e lo considero un illustratore straordinario, dotato di una potentissima vena creatrice. Di fronte alla durezza che traspare dall’orrore e dalla violenza dei suoi mondi infernali, ci viene in mente spesso Blake, così come salta immediatamente agli occhi l’ispirazione gotica delle sue architetture emaciate. Mi piacciono i suoi personaggi disgraziati, consumati dal desiderio demoniaco di possedere il potere assoluto, e ancora di più i suoi eroi, eredi senza tempo di antiche saghe nordiche.
Direte che è pura follia, e in parte sarà anche vero. Ma se il mondo che ci circonda è sano di mente, allora sono solidale con Druillet e con tutti quelli su cui, prima o poi, si abbatterà la collera divina. Così come con tutti i veri, autentici creatori.»
George Lucas


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